EoW

Eow e il nuovo registro elettronico per il recupero

Con la pubblicazione in Gazzetta del DM 21/04/2020 si apre una nuova era per l’ End of Waste. L’obiettivo è quello di “digitalizzare” le pratiche e la documentazione relativa alle autorizzazioni EoW. Ne parliamo nel seguito.

L’origine del EoW

La “Strategia tematica sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti”, adottata dalla Commissione europea nel 2005 introduce, sulla scena, il concetto di End of Waste. Con essa, il legislatore si proponeva di precisare le condizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto.

Un ulteriore rinforzo arriva poi con la Direttiva 2008/98/CE, conosciuta come Direttiva Quadro sui rifiuti, che introduce il principio della “gerarchia” del rifiuto.

L’obiettivo era, ed è, quello di promuovere il riciclaggio, il recupero e il riutilizzo. Con la conseguente riduzione dei consumi di materie prime vergini e dei quantitativi di rifiuti avviati a smaltimento.

In particolare, secondo la disciplina dell’ EoW, il rifiuto che deve rispettare una serie di condizioni generali prima e specifiche poi, cessa di essere tale. Per assumere lo status di prodotto o materia prima, ed essere dunque reimmesso sul mercato.

In questo modo non andrà a finire in discarica e dunque sarà evitato il suo impatto sull’ambiente. E ancora, non essendo più identificato come rifiuto, questo uscirà dalla disciplina sui rifiuti di cui alla parte IV del D.Lgs 152/2006, e inizierà una nuova seconda vita.

Criteri EoW

Prima di passare all’analisi del nuovo registro, vediamo cosa ha imposto il legislatore in materia di End of waste. Infatti, affinchè un rifiuto possa essere “certificato” come EoW. Ovvero cessi di essere tale e acquisti la qualifica di nuovo prodotto o materia prima.

Il legislatore ha imposto il rispetto di una serie di criteri. I criteri del EoW sono regolati dall’art. 6 della Direttiva 2008/98/CE e recepiti nel nostro ordinamento dall’art. 184-ter del D.Lgs 152/2006.

Per quanto riguarda i criteri generali, il rifiuto dopo il suo passaggio attraverso una attività di recupero, deve soddisfare le seguenti condizioni:

  • La sostanza od oggetto è destinata ad essere utilizzata per scopi specifici;
  • Esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;
  • Soddisfa i requisiti tecnici e le normative e standard esistenti;
  • Il suo utilizzo non comporterà impatti negativi su ambiente e salute umana.

Tali criteri sono riportati al c. 1 dell’ art. 184-ter del TUA.

Oltre poi a questi criteri generali, il rifiuto divenuto EoW dovrà rispettare una altra serie di criteri specifici, relativi proprio al prodotto o materia prima ottenuta.

La situazione attuale

Ad oggi, sia a livello europeo che nazionale sono stati emanati alcuni provvedimenti relativi a Eow. Infatti, la definizione dei criteri relativi all’ EoW avviene primariamente mediante regolamento ue, e in assenza di questo, mediante uno o più decreti ministeriali. Ovviamente saranno decreti emanati dal Min Ambiente.

In particolare, risultano in vigore tre regolamenti europei e quattro decreti ministeriali; nello specifico:

  • Regolamento UE n. 333/2011 – rottami metallici
  • Regolamento UE n. 1179/2012 – rottami vetrosi
  • Regolamento UE n. 715/2013 – rottami di rame
  • DM 14/02/2013 n. 22 – combustibile solido secondario (CSC)
  • DM 28/03/2018 n. 69 – conglomerato bituminoso (Fresato d’asfalto)
  • DM 15/05/2019 n. 62 – prodotti assorbenti per la persona (PAP)
  • DM 31/03/2020 n. 78 – gomma riciclata da pneumatici fuori uso (PFU)

Inoltre, sono stati già notificati all’ UE e quindi in attesa del parere, due nuovi Decreti EoW relativi a carta e cartone e rifiuti inerti non pericolosi da spazzamento stradale.

L’ istituzione del REcer

Sulla Gazzetta Ufficiale del 5 giugno 2020, n.142 è stato pubblicato il decreto del Min Ambiente del 21 aprile 2020. Recante “Modalità di organizzazione e di funzionamento del registro nazionale per la raccolta delle autorizzazioni rilasciate e degli esiti delle procedure semplificate concluse per lo svolgimento di operazioni di recupero”.

Entra quindi sulla scena un registro elettronico, chiamato REcer, che andrà a raggruppare tutte le autorizzazioni EoW rilasciate ad impianti di recupero.

Ciò ai sensi dell’ art. 184-ter del Decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152 (TUA) e in particolare del c. 3-septies. Nel quale, parlando di EoW, era stata prevista la emanazione di appositi decreti ministeriali che andassero a disciplinare le modalità di organizzazione e funzionamento del REcer.

Da ricordare però che il REcer esiste ad oggi solamente nella “teoria”. Ne abbiamo la disciplina e la composizione, ma nulla ancora può essere messo in pratica poiché non risulta al momento operativo.

La struttura del registro per EoW

Il nuovo registro per EoW è composto da due sezioni: la prima dedicata alle autorizzazioni ordinarie. E la seconda destinata a raccogliere gli esiti delle procedure in regime semplificato. Rilasciate agli impianti per lo svolgimento delle attività di recupero.

Entrambe le due sezioni previste, potranno essere articolate in sottosezioni. Ciò nel caso in cui sia renda necessario per esigenze tecniche e gestionali.

Ovviamente, viene garantita la privacy e la protezione dei dati personali dei soggetti interessati. Quello che verrà reso disponibile sarà infatti soltanto uno schema sintetico dei dati contenuti nelle varie autorizzazioni.

Viene anche assicurata la “comunicazione” del REcer con il Catasto rifiuti e con il Registro elettronico Nazionale. Nell’ottica di rendere più semplice e immediato l’accesso agli atti.

Infine, per il suo funzionamento ed organizzazione, il registro EoW si appoggerà alla piattaforma “Monitor-piani”. Questa è una piattaforma telematica istituita presso l’Albo Gestori Ambientali, dal Min Ambiente per il monitoraggio dei piani regionali di gestione dei rifiuti.

Un portale per la raccolta e gestione delle informazioni e dei documenti che viene reso disponibile alle Regioni come strumento di semplificazione del procedimento.

Saranno poi le autorità competenti ad inserire nel REcer i dati delle autorizzazioni e degli esiti delle procedure semplificate. Il tutto utilizzando la procedura messa a disposizione sul portale web della piattaforma Monitor-piani.

A cosa serve

Per le imprese che si occupano di recupero dei rifiuti, nella pratica, con l’entrata in vigore del DM 21/04/2020 non cambierà nulla. Il decreto infatti, con l’istituzione del registro elettronico per la “tracciabilità” delle pratiche EoW. Concede ulteriore “potere di controllo” alle autorità in materia di rifiuti che cessano di essere tali.

Al momento, ad avere accesso alle informazioni presenti nel REcer sono le autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni EoW e gli organi di controllo e vigilanza. Così che il REcer sarà lo strumento utilizzato da ISPRA o dalle ARPA competenti per territorio.

Per la esecuzione di controlli a campione sulla conformità delle modalità operative e gestionali degli impiati cui la autorizzazione EoW si riferisce.

Superata la prima fase di attività in cui la consultazione e l’accesso saranno riservati alle sole Autorità competenti. E’ plausibile ritenere che nel corso del 2021 tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti potranno avere accesso alla piattaforma.

Questo appare chiaro in considerazione di quanto disposto ai sensi dell’ articolo 184-ter del TUA. Che stabilisce che per opportune necessità di trasparenza e pubblicità nei confronti di tutti i soggetti che operano nella gestione dei rifiuti.

Vengano rese note le autorizzazioni rilasciate dalle Autorità competenti (ad es. Regioni, Province, ecc) per le operazioni di recupero degli stessi. 

Inoltre, ISPRA e le altre autorità competenti, useranno il REcer per la trasmissione al Min Ambiente degli esiti delle verifiche effettuate, delle notifiche di conclusione dei provvedimenti avviati.

E ancora per la comunicazione annuale, sempre al Min Ambiente e sempre da parte di ISPRA. Dei dati dei controlli e delle verifiche sulla legittimità e legalità delle autorizzazioni EoW rilasciate.

I dati del registro nazionale possono essere utilizzati dal Ministero dell’ambiente per le istruttorie tecniche. Volte a definire nuovi criteri specifici per la cessazione della qualifica di rifiuto, caso per caso. Diviene dunque strumento di supporto all’attività del ministero per la definizione di nuovi criteri.

Nonché per richiedere ad ISPRA l’attivazione di specifici procedimenti di controllo ad hoc.

e la piena operatività del REcer EoW?

È ragionevole pensare che il Registro non entri in funzione prima dell’ autunno 2020.

L’effettiva operatività del registro nazionale sarà comunicata tramite apposito link sul sito del Min Ambiente. E questo pone l’accento su una nuova modalità di pubblicazione legale degli atti della P.A..

Fino ad allora, la trasmissione delle autorizzazioni è effettuata nel rispetto delle modalità di cui al c. 3-bis dell’art. 184-ter del D.Lgs 152/2006, e del c. 9 dell’art. 14-bis della Legge 2/11/2019.

Ovvero ISPRA riceve le autorizzazioni adottate, riesaminate o rinnovate, da parte delle autorità competenti entro 10 giorni dalla loro notifica ai soggetti istanti.

A sua volta l’ISPRA, o su sua delega, ARPA competente per territorio, effettuerà un controllo a campione della conformità delle modalità operative e gestionali degli impianti. E’ anche prevista la redazione di una apposita relazione nei casi di non conformità.

Al momento della piena operatività, l’ISPRA si impegnerà a trasmettere al medesimo tutte le autorizzazioni raccolte ai sensi della disciplina sull’ EoW.

Conclusioni

La normativa in materia di EoW è ancora tutta in divenire. Vari DM sono ancora attesi così come Regolamenti europei che chiariscano i criteri per ulteriori rifiuti da sottoporre a recupero.

L’istituzione del REcer da una spinta all’obiettivo della digitalizzazione del territorio nazionale e una maggiore trasparenza in materia di autorizzazioni EoW.

Vista quella che sembra finalmente una ulteriore presa di coscienza in merito all’importanza della riduzione del “nostro” impatto ambientale.

Ora l’ aspettativa è quella dell’avvio di una reale e concreta economia circolare, in cui i rifiuti rappresentino sempre più una risorsa e sempre meno un costo. Sia in termini puramente economici, che operativi e gestionali.

Con economia circolare si definisce un sistema economico pensato per sapersi rigenerare da solo garantendo dunque anche la sua ecosostenibilità. Un innovativo modello di produzione e consumo inteso a promuovere la condivisione, il riutilizzo, la riparazione il riciclo dei materiali, dei prodotti e dei rifiuti. In modo da farli durare il più a lungo possibile. Dunque, una reale opportunità per l’uomo di dimostrare la sua utilità su questo pianeta!