impianti antincendio a idranti

Impianti antincendio a idranti, impariamo a conoscerli

La progettazione degli impianti antincendio a idranti si esplica attraverso diverse fasi e valutazioni. Vediamole insieme!

Continuiamo l’analisi sul mondo e sulle norme antincendio ed iniziamo a vedere gli impianti idranti. La progettazione di un impianto antincendio fisso a idranti si esplica attraverso le seguenti fasi essenziali:

  1. Stabilire i fabbisogni idrici per far fronte in modo adeguato all’incidente credibile per il tipo di attività in esame;
  2. Scelta ed ubicazione del tipo di attrezzatura da installare (lance, naspi, cannoni, ecc.) in relazione al livello di protezione che si intende raggiungere;
  3. Ricerca del tracciato più idoneo per le tubazioni, tenendo presenti le esigenze di protezione da esplosioni, gelo, collisioni ecc. e di manutenzione;
  4. Realizzare delle tubazioni adeguate per garantire le portate previste;
  5. Scelta del sistema di pompaggio più idoneo in rapporto alle prestazioni idrauliche richieste per il buon funzionamento dei sistemi di erogazione e la sicurezza di funzionamento.

I problemi legati ad ognuna di queste fasi dipendono ovviamente da molti aspetti quali: il tipo e l’importanza dell’attività che si deve proteggere. Il livello di rischio intrinseco dei materiali in deposito e/o in lavorazione nonché la loro disposizione in magazzino. I compartimenti antincendio, le dimensioni dei locali ed il livello di protezione che si deve avere. Dunque possiamo sicuramente dire che non esiste la soluzione unica per tutti i casi che si prospettano nella pratica.

L’importanza degli impianti antincendio a idranti

L’esistenza di una rete idrica antincendio a idranti, comunque realizzata, è da sempre considerata come il requisito di base della protezione contro l’incendio di persone e cose. Agli impianti antincendio a idranti sono poi spesso collegati altri sistemi di controllo ed estinzione degli incendi che utilizzano l’acqua come agente estinguente principale. L’importanza di un impianto idrico antincendio composto da reti di idranti si rivela infatti uno strumento fondamentale nella lotta antincendio.

Lo scopo della rete idrica antincendio è proprio quello di distribuire in modo capillare ed omogeneo l’acqua necessaria. Così da garantire al tempo stesso sia la disponibilità d’acqua necessaria sia le prestazioni idrauliche richieste dalle disposizioni legislative. Appare quindi subito chiaro che un impianto deve essere dotato di una alimentazione idrica con dei requisiti precisi.

Le finalità degli impianti antincendio a idranti

Come di solito riportato a livello normativo, pensando alla norma UNI 10779, la finalità principale degli impianti antincendio a idranti è ben definita. L’obiettivo è quello di fornire acqua in quantità adeguata per contrastare l’incendio di maggiore entità che si può prevedere nell’area protetta. Questo si ottiene tramite gli idranti ed i naspi collegati all’impianto antincendio. E’ questo infatti l’obiettivo che si pone la regola tecnica di riferimento per gli impianti antincendio a idranti.

In un primo momento sono fondamentali gli idranti presenti all’interno degli edifici, raggiungibili con facilità da ogni posizione, ed impiegabili facilmente dagli occupanti dell’edificio. In un momento successivo può essere necessaria una distribuzione di idranti all’esterno degli edifici. Possibilmente ad una distanza tale da consentire l’intervento in condizioni di sicurezza per le squadre di soccorso, anche durante un incendio rilevante.

Proprio per questo motivo, in particolare nei procedimenti di prevenzione incendi, ci si confronta con i vigili del fuoco per valutare come dovrà essere realizzato l’impianto. Ad esempio quali e quante valvole di intercettazione prevedere o quali specifiche devono avere gli idranti antincendio. Se prevedere idranti sottosuolo o meno ecc. .

Tenendo presenti queste premesse andiamo quindi a vedere quali prestazioni deve essere in grado di garantire l’impianto. Vediamo inoltre i problemi che spesso si presentano quando si realizzano degli impianti antincendio a idranti per diverse attività civili, commerciali e industriali.

La scelta delle protezioni interne ed esterne

Il punto relativo alla definizione delle reti idranti quanto a protezione interna o esterna è stato uno dei più controversi dopo l’introduzione della norma UNI 10779. A questa norma va infatti riconosciuto il merito di aver fatto emergere questa criticità.

La norma UNI 10779 ha chiarito che l’obiettivo non è quello di costringere alla protezione interna e/o esterna. Il suo obiettivo è solo quello di definire come queste devono essere dimensionate e realizzate quando richiesto.

E’ il progettista degli impianti antincendio a idranti che stabilisce se realizzare una protezione interna, esterna o entrambe. Egli stabilirà la cosa a seguito dell’analisi del rischio e del confronto con i vigili del fuoco che devono approvare il progetto nel suo insieme. Valuterà anche quanti idranti devono essere presenti lungo l’anello antincendio e le specifiche necessarie per il gruppo pompe secondo la norma uni en 12845.

Ci rendiamo quindi conto che questo nuovo “grado di libertà” può creare incertezza in chi è abituato ed intendere la sicurezza antincendio solo in termini prescrittivi. In realtà però questa consente una crescita della professionalità dei tecnici coinvolti, per cui, a bene vedere, è un bene.

Gli aspetti da considerare per gli impianti antincendio a idranti

Sulla base dell’analisi del rischio dell’attività in esame il progettista potrà definire il tipo e la gravità dell’incendio “atteso” in ciascun compartimento. Di conseguenza, dovendo definire le modalità di attacco e controllo dell’incendio, dovrà indicare gli strumenti necessari a tale attacco. L’analisi del rischio incendio viene tipicamente condotta con i metodi comunemente riconosciuti e ben sintetizzati dal D.M. 10/03/1998,

Ad esempio, se si riconosce che l’area interessata non presenta un carico di incendio estremamente critico, o che comunque la propagazione dell’incendio potrebbe essere molto lenta. Oppure che non sono presenti aree vicine che potrebbero essere anche queste esposte all’incendio.

Allora si potrà pensare di realizzare solo una protezione interna. Questa permetterà alle squadre di emergenza di contrastare l’incendio rimanendo all’interno dell’area stessa. L’intervento dall’esterno rimarrebbe invece di competenza delle squadre dei vigili del fuoco.

Se invece si riconosce che esistono i presupposti perché un eventuale incendio si possa propagare. Tale incendio possa arrivare fino al punto da non consentire la permanenza all’interno delle aree delle squadre di emergenza. E questo può essere dovuto sia all’intensità dell’incendio stesso, sia per la possibilità che l’incendio produca grandi quantità di fumo. Bisognerà quindi prevedere la possibilità di intervento dall’esterno dell’area protetta.

Al progettista è richiesto di definire questa modalità di intervento, tenendo sempre in conto la disponibilità idrica effettiva. In base alle valutazioni ed al livello di rischio incendio per il sito interessato si prenderanno determinate decisioni. Ad esempio la scelta di realizzare degli impianti antincendio a idranti anche con una rete esterna privata o meno. Ovviamente tutto ciò se si dovesse valutare che altre soluzioni, come ad esempio una rete pubblica, non sono presenti.

La valutazione sulle aree da difendere

Sulla base delle cose appena dette risulta chiaro quali devono essere i presupposti della decisione in oggetto. Le aree che sono riconosciute come aree con basso carico di incendio e velocità di propagazione dell’incendio ridotta potranno essere protette in genere solo con idranti installati all’interno. In tali aree si valuta che questa misura sia sufficiente a controllare un eventuale incendio.

Le aree per le quali la protezione esterna può essere necessaria, in funzione delle dimensioni e della possibilità di propagazione, richiedono un’analisi più approfondita. Infatti la constatazione che l’incendio prevedibile fa ritenere necessaria la presenza di una protezione esterna non vuol dire per forza una cosa sola. Cioè che è necessario dover realizzare tale protezione mediante idranti esterni privati, vasca e stazione di pompaggio.

E’ ad esempio possibile che tale protezione venga garantita dalla rete idrica pubblica della zona. Oppure che si possa prevedere un intervento tempestivo dei vigili del fuoco per i quali si è in grado di garantire il rifornimento idrico adeguato alle necessità.

E’ chiaro però che in tutti quei casi in cui la protezione dall’esterno degli edifici è ritenuta necessaria dovrà essere predisposta una rete di idranti esterni. con idranti a colonna, ubicati a distanza di sicurezza dai fabbricati, ed alimentati in modo adeguato.

Ulteriori valutazioni

Riguardo a questo aspetto è bene ricordare che esiste anche un altro concetto di alimentazione idrica per protezione esterna. Solitamente infatti è considerato dalle norme di prevenzione incendi: si tratta della richiesta di un attacco, di solito costituito da un idrante collegato alla rete idrica pubblica. Le uniche cose richieste in questo caso sono quelle di consentire un prelievo di acqua da parte dei VV.F.

La richiesta di installare tale idrante non ha nulla a che vedere con il procedimento di progettazione degli impianti antincendio a idranti. Questa infatti viene tipicamente richiesta dall’autorità competente in tutti quei casi in cui l’intervento delle squadre di emergenza è prevedibile in tempi stretti (pochi minuti). In questi casi quindi occorre solo risolvere il problema del rifornimento idrico per garantire una protezione efficace.

Infine vi sono aree in cui il rischio di incendio è molto alto e la presenza di una protezione esterna è quasi sempre necessaria. In questi casi la protezione esterna è necessaria e viene tipicamente predisposta con una rete idranti privata. Ciò per tutta una serie di ragioni (ad esempio, si tratta di aree esterne ai centri abitati e quindi raramente servite da idranti pubblici ecc.).

Conclusioni

Abbiamo quindi iniziato a vedere oggi alcuni aspetti legati agli impianti antincendio a idranti. Abbiamo visto che una rete di idranti distribuiti in posizioni sicure ed alimentati in modo adeguato assume una importanza sostanziale per la sicurezza complessiva di tutta l’attività. Per approfondire ti suggeriamo di vedere anche il nostro articolo sui vari tipi di idrante.

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