infortunio sul lavoro

Infortunio sul lavoro e contagio da Covid-19

È infortunio sul lavoro il contagio da coronavirus avvenuto in occasione di lavoro (sul luogo di lavoro, nel tragitto casa-lavoro, in ogni altra situazione di lavoro).

Lo stabilisce il decreto legge Cura Italia approvato dal consiglio dei ministri. In tal caso il lavoratore ha diritto alle tutele Inail anche per il periodo di quarantena. Mentre invece al datore di lavoro l’evento non è considerato nell’andamento degli infortuni ai fini del calcolo dei premi (bonus/malus). Il decreto prevede, inoltre, che la quarantena (non da lavoro) è equiparata a malattia, però fuori dal periodo di comporto.

Cos’è un infortunio sul lavoro?

Come sappiamo è considerato infortunio sul lavoro un evento occorso al lavoratore durante una attività lavorativa, o meglio in occasione di lavoro, per causa violenta. Viene definita violenta una causa che agisce con un’azione rapida, concentrata in un breve lasso di tempo, esterna all’organismo, di tale entità da vincere la resistenza dell’organismo.

Se dall’infortunio deriva una assenza dal lavoro superiore a tre giorni c’è l’obbligo della denuncia. Infatti, solo gli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno quattro giorni sono indennizzati dall’INAIL. Per completezza: l’obbligo di informazione ai fini statistico – informativi scatta quando l’assenza dal posto di lavoro super un giorno.

In caso di incidente sul lavoro potrebbe esserci anche una inabilità permanente o delle malattie professionali. Il lavoratore che subisce un infortunio ha diritto ad una retribuzione corrisposta:

  • Dal datore di lavoro per il giorno in cui si verifica l’infortunio.
  • Sempre dal datore di lavoro per i 3 giorni successivi all’evento (cosiddetto “periodo di carenza”).
  • Dall’INAIL 4° giorno successivo quello dell’evento fino alla guarigione.

L’importo dell’indennità INAIL è pari: Al 60della retribuzione media giornaliera (RMG) dal 4° al 90° di infortunio; Al 75 % della RMG dal 91° giorno alla guarigione.

Il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro deve comunicare subito l’incidente al datore di lavoro che deve inviarlo subito al Pronto Soccorso. Il pronto soccorso a seguito della visita medica rilascia il primo certificato medico che deve essere trasmesso dal lavoratore al datore di lavoro.

Quando c’è infortunio sul lavoro

Il decreto legge stabilisce che il contagio è infortunio sul lavoro nei casi accertati di infezione da coronavirus in “occasione di lavoro”. Concetto, quest’ultimo, in base al quale non basta che l’evento avvenga durante il lavoro. Bensì che si verifichi per il lavoro.

Così come è bene ricordare che anche per le persone con ridotte difese immunitarie. Nonché per chi è in terapia oncologica o altra disabilità per cui il lavoro e l’eventuale esposizione a COVID-19 sia rischiosa. In tal caso il periodo di assenza può protrarsi fino al 30 aprile 2020 e viene equiparato al ricovero ospedaliero.

Il punto 2 dell’articolo 42 del Decreto “Cura Italia”, infatti, chiarisce questo aspetto. Nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS – CoV-2) in occasione di lavoro, il medico redige il consueto certificato di infortunio.

Lo invia poi in modo telematico all’Inail che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela del lavoratore infortunato.

Le prestazioni Inail nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria del lavoratore infortunato con la conseguente astensione dal lavoro. I predetti eventi gravano sulla gestione Inail e non sono computati ai fini della valutazione della oscillazione del tasso medio per andamento degli infortuni di cui agli articoli 19 e seguenti del Decreto 27 febbraio 2019. La presente disposizione si applica ai datori di lavoro pubblici e privati”.

Il premio Inail

Ciò significa che non ci sarà un aumento dei premi per i datori di lavoro. Questo sia per i primi due anni di attività sia per gli anni successivi ai primi due anni.

La misura in discussione, è prevista solo per i lavoratori, pubblici e privati, iscritti, in ragione della loro attività, alla medesima copertura INAIL (restano esclusi gli autonomi).

Il decreto legge non lo dice. Tuttavia, è plausibile che, in questi casi, il lavoratore sia comunque tenuto a dare immediata notizia al datore di lavoro dell’infortunio, fornendo numero del certificato medico. Nonché data rilascio e giorni di prognosi.

Allo stesso modo, anche se non viene precisato dal decreto. Può ritenersi comunque obbligatorio, per il datore di lavoro, inviare la denuncia d’infortunio all’Inail entro due giorni dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico. Tenendo conto dello stop agli adempimenti nel periodo d’emergenza.

Infortunio sul lavoro da coronavirus: la nota Inail

Ai fini del computo della decorrenza della tutela Inail la Nota Inail n°. 3675 del 17 marzo 2020 è chiara. Specifica che il termine iniziale è quello della data di attestazione positiva dell’avvenuto contagio tramite il test specifico di conferma. Cioè il cosiddetto “tampone” da parte delle autorità sanitarie.

Per quanto riguarda gli eventi infettanti accaduti durante il percorso casa/lavoro e viceversa, la Nota precisa che si tratta di infortunio in itinere. Fattispecie che ricomprende tutti i rischi e non soltanto gli accidenti da circolazione stradale.

Conclusioni

Queste sono tutte disposizioni che tengono conto della situazione di grandissima emergenza coronavirus in Italia cui il nostro Paese è costretto. Per la trasmissione all’INAIL dell’avvenuto contagio sul posto di lavoro si suppone che il procedimento da seguire sia uguale a quello ordinario.