linee guida

Linee guida sul recupero, istruzioni per l’uso

Arrivano le linee guida in tema di specificazione della provenienza dei rifiuti da sottoporre a recupero. Descrizione delle materie prime che i materiali ottenuti sostituiranno.

Inoltre, allegazione dei documenti commerciali comprovanti l’effettiva loro domanda da parte del mercato. Ancora, presentazione della normativa tecnica atta a dimostrare, anche per analogia. Rispondenza a standard di prodotto e assenza di effetti nocivi.

Arriva dall’Snpa cioè il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente composto da Ispra e connesse agenzie regionali. La ricetta per la preparazione di utili domande di autorizzazione al recupero dei rifiuti in base alla disciplina di derivazione comunitaria «End of waste».

Le istruzioni, che investono anche la successiva fase di controllo sulle autorizzazioni rilasciate. Sono state diramate dall’Snpa nella seconda metà del febbraio 2020.

Queste si innestano sul rinnovato apparato normativo del dlgs 152/2006 (il Codice ambientale) che regola la «cessazione della qualifica di rifiuto».

Apparato che dal novembre 2019, si ricorda, consente alle autorità competenti (tra cui le regioni) di rilasciare autorizzazioni «caso per caso» al recupero dei rifiuti, ossia con riferimento ai singoli impianti richiedenti anche se i rifiuti che intendono trattare non sono contemplati da superiori fonti di diritto.

Il quadro giuridico di riferimento

In base al dlgs 152/2006 (come riformulato dal DL 101/2019) le autorizzazioni end of waste per il recupero di rifiuti non disciplinati da «criteri specifici» Ue o nazionali.

Ad oggi per la verità ancora pochi. Possono essere oggi rilasciate nel rispetto delle quattro «condizioni generali» EoW ex direttiva 2008/98/Ce. Sostanze e oggetti recuperati devono essere destinati ad utilizzo per scopi specifici.

Hanno un mercato/domanda di riferimento. Inoltre soddisfano requisiti tecnici per scopi specifici e standard di prodotto; l’uso non comporta effetti negativi per ambiente e salute. Nonché degli ulteriori «criteri dettagliati» dettati dalle Autorità direttamente tramite le singole autorizzazioni.

Tra cui almeno: rifiuti ammissibili al recupero; trattamento consentito; qualità dei materiali ottenuti; sistemi di gestione del flusso; requisiti della dichiarazione di conformità.

Dette autorizzazioni “caso per caso” sono già soggette ad un apposito sistema di vigilanza a cura dell’Ispra. Questo mediante le agenzie regionali deve disporre controlli a campione sulla conformità delle relative modalità operative e gestionali degli impianti.

Le linee guida Snpa

E in tale cornice normativa sono state adottate da Snpa. Con valore vincolante per tutte le Agenzie ambientali territoriali.

Le «Linee guida per l’applicazione della disciplina End of waste di cui all’articolo 184-ter del dlgs 152/2006» che recano. Sotto forma di dettagliati criteri. Le regole da seguire nelle varie fasi delle attività controllo.

Dalla scelta del campione degli impianti da monitorare alla verifica sui prodotti End of waste in uscita, passando dall’analisi dei rifiuti stoccati e trattati.

Ma nelle stesse Linee guida trova anche collocazione. Sotto forma di criteri indirizzati alle Agenzie regionali. Che svolgono supporto tecnico nelle istruttorie di rilascio delle autorizzazioni al recupero.

Si tratta cioè di un vero e proprio libretto di istruzioni sui contenuti che non dovrebbero mancare nelle istanze di autorizzazione. Questo al fine di dimostrare la soddisfazione sia delle condizioni generali Eow che dei criteri dettagliati.

Come soddisfare le “condizioni generali” EoW secondo le linee guida

In merito alla prima delle quattro condizioni. Cioè l’essere le sostanze e gli oggetti recuperati destinati ad utilizzo specifico. Anzitutto suggeriscono le Linee guida come tra gli elementi utili a dimostrare la soddisfazione debba sempre figurare la precisa descrizione del reimpiego previsto dei materiali EoW.

Tale cioè da consentire di valutare in modo certo ed univoco il riutilizzo attraverso informazioni quali il processo di produzione/consumo in cui sarà inserito. Nonché le materie prime che sostituiranno, ed anche mediante confronto con queste ultime, le loro caratteristiche prestazionali.

In relazione alla seconda delle quattro condizioni. L’esistenza cioè di mercato o domanda di riferimento.

Oltre alla descrizione del panorama economico in cui i materiali EoW si collocheranno. Le Linee guida indicano quali elementi probatori a tal fine utili vali elementi.

Ad esempio gli accordi in essere o in corso di perfezionamento con gli utilizzatori. Quali contratti commerciali. Ovvero lettere di intenti e ordini.

Nonché l’indicazione dei tempi massimi di stoccaggio previsti. Anche con riferimento all’eventuale degradazione o perdita delle caratteristiche di prodotto dei materiali EoW.

Quali altri condizioni?

In merito alla terza condizione (la soddisfazione di requisiti tecnici per scopi specifici e standard di prodotto) evidenzia l’Snpa come la relativa dimostrazione dovrà passare attraverso la descrizione della normativa di prodotto applicabile, tra cui quella prevista da: regole tecniche internazionali riconosciute dall’Ue; norme nazionali specifiche (come ad esempio, quelle su fertilizzanti e biometano); criteri EoW già validati da altro Ente pubblico o altri Stati Ue; standard privati oggetto di accordi specifici con gli utilizzatori; migliori tecniche disponibili previste dalla disciplina AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale); Standard sanitari applicabili.

Relativamente all’ultima delle quattro condizioni generali EoW (assenza di effetti negativi per ambiente e salute) le Linee guida richiamano ad utili fini probatori documenti quali: l’esistente lettura tecnica di riferimento; gli atti comparativi con le prestazioni delle materie prime; i valori limite derivanti da norme Ue o nazionali; (ove necessario per la carenza di altre informazioni) le analisi di rischio.

Le le linee guida e i “criteri dettagliati” EoW

Le Linee Guida si esprimono altresì sugli ulteriori cinque criteri dettagliati che le Autorità dovranno indicare ad hoc nelle singole autorizzazioni.

Infatti in relazione al primo di tali criteri. Il riferimento ai materiali di rifiuto ammissibili al trattamento. Si indicano quali parametri utili il codice «Eer» nonché le caratteristiche chimico fisiche e merceologiche dei residui.

In tale contesto. Sottolineano le Linee guida. Qualora i rifiuti siano però stati valutati con codici Cer del tipo “XX.YY.99”. Che per ogni categoria indicano “i rifiuti non specificati altrimenti”.

La dettagliata descrizione della loro provenienza diventa però requisito necessario ai fini dell’istruttoria della domanda di autorizzazione al recupero.

In merito al secondo dei criteri dettagliati (trattamento consentito) dovranno essere puntualmente descritti processi e tecniche ivi previste inquadrandoli nelle operazioni di riciclaggio, rigenerazione e preparazione per il riutilizzo ex dlgs 152/2006.

Considerando il terzo criterio (qualità dell’output) è dalle Linee guida riconosciuto come un approfondimento dell’analoga condizione generale EoW più sopra descritta.

In ordine al quarto criterio dettagliato (gestione del flusso produttivo del materiale EoW) l’Snpa ritiene utile la presenza di un sistema certificato così come quella di un format interno all’azienda (il quale dovrà però essere codificato e descritto in sede di istruttoria).

Considerando l’ultimo dei criteri dettagliati. Cioè la dichiarazione di conformità che accompagna il materiale EoW.

L’indicazione delle Linee guida è quella di un modello autodichiarativo (ex DPR 445/2008) articolato nelle seguenti sezioni minime. Ragione sociale del produttore. Nonché caratteristiche della sostanza/oggetto che cessa la qualifica di rifiuto.

Inoltre quantificazione del lotto di riferimento. Nonché ove previsti, rapporti analitici di prova per il rispetto degli standard tecnici, ambientali e sanitari.

Norme tecniche Mps per autorizzazioni EoW

Emerge infine dalle Linee Guida Snpa come le regole tecniche previste dagli storici decreti sulla generazione da rifiuti delle “materie prime secondarie”. Mps, DM 05/02/1998, 161/2002 e 269/2005 possano essere invocate in tutto o in parte.

Cioè quale utili riferimenti scientifici anche per il rilascio delle autorizzazioni End of Waste caso per caso. Ove necessario adattandole al rinnovato contesto in considerazione delle novità tecnologiche intervenute.

In dettaglio

Le autorizzazioni caso per caso sono soggette ad un apposito sistema di vigilanza a cura dell’Ispra. Questa mediante le Agenzie regionali deve disporre controlli a campione sulla conformità delle relative modalità operative e gestionali degli impianti.

Norme comunitarie

Regole generali: Direttiva 2008/98/Ce

Criteri Ue per EoW di specifici rifiuti:

  • Fertilizzanti: regolamento 2019/1009/Ue
  • Rame: regolamento 715/2013/Ue
  • Vetro: regolamento 1179/2012/Ue
  • Ferro, acciaio, alluminio: regolamento 333/2011/Ue

Norme nazionali

Regole generali:

  • DLgs 152/2006
    • DL 101/2019

Criteri nazionali per EoW di specifici rifiuti:

  • Legge 106/2019 (digestato equiparato)
  • DM 62/2019 (prodotti assorbenti per persone)
  • DM 69/2018 (conglomerato bituminoso)
  • DL 91/2014 (rifiuti inerti)
  • DM 22/2013 (combustibili solidi secondari)
  • DLgs 152/2006 (materiali di dragaggio)