mascherine generiche

Mascherine generiche: quali caratteristiche devono avere?

Le mascherine generiche accompagnano e accompagneranno le nostre giornate nei mesi a venire. Ma quali specifiche devono avere? Sicuramente ce lo saremo chiesti tutti e la risposta è che finora non esisteva alcun riferimento utile a valutarne le prestazioni filtranti e la respirabilità.

Dallo scorso 4 maggio, su tutto il territorio nazionale è obbligatorio l’utilizzo di protezioni delle vie respiratorie. Le cosiddette “mascherine generiche”, nei luoghi confinati aperti al pubblico.

Inclusi i mezzi di trasporto e, comunque, in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Questo al fine del contenimento della diffusione del virus Covid-19.

La situazione attuale

Tra dispositivi di protezione individuale dpi. In particolare mascherine ffp2 e ffp3 e mascherine chirurgiche registrate come dispositivi medici dm 21 dicembre 2009 con conseguenti controlli da parte della agenzia delle dogane.

Le “mascherine”, però, non sono tutte uguali. Anche se nel parlare quotidiano il termine viene spesso utilizzato senza fare attenzione alle diverse tipologie di prodotto che sono prese in considerazione dalla normativa emergenziale.

La materia è piuttosto intricata e a riguardo ci sono almeno tre tipi di dispositivi. Ai primi due indicati sopra si aggiungono anche le cosiddette “mascherine generiche”.

Tuttavia fino ad oggi non vi erano requisiti chiari. Per colmare questa lacuna è intervenuto l’UNI, Ente Italiano di Normazione, che, in collaborazione con il Politecnico di Torino ha pubblicato le UNI/PdR 90:2020. Le due prassi, molto attese ma redatte in realtà in tempi brevi, definiscono i requisiti prestazionali e i metodi di prova delle mascherine generiche.

Mascherine generiche e UNI/PdR 90:2020

I documenti, liberamente scaricabili dal sito UNI, si dividono in:

  • “Parte 1 – Requisiti, classificazione e marcatura”. La prassi fornisce i requisiti prestazionali, inclusi gli elementi utili per una loro classificazione e marcatura e indicazioni relative alla valutazione di conformità.
  • “Parte 2 – Metodi di prova”. Con le indicazioni per l’uso di un metodo innovativo per misurarne le prestazioni filtranti mediante due prove distinte. Ovvero l’efficienza di rimozione delle particelle e la resistenza all’attraversamento dell’aria.

Parte di un progetto europeo sui requisiti delle mascherine generiche

Questi due documenti avranno un impatto diretto su tutte le mascherine (monouso o lavabili, anche autoprodotte) che utilizzeremo nella cosiddetta “fase tre” di convivenza con il COVID-19.

Ad eccezione delle categorie di lavoratori che hanno bisogno di dispositivi medici o di protezione individuale. Tutti i cittadini possono infatti utilizzare le mascherine di comunità. Le maschere sono considerate una misura indispensabile per contenere la diffusione del virus, pur non avendo le caratteristiche dei DPI.

Le Prassi di Riferimento rappresentano inoltre uno dei pilastri portanti del documento europeo CWA 17553:2020 “Community face coverings – Guide to minimum requirements, methods of testing and use”.

Essa raccoglie le esperienze fatte in vari Paesi Europei, inclusa l’Italia. La delegazione di esperti italiani, infatti, ha partecipato attivamente all’elaborazione del documento prenormativo, portando al tavolo europeo l’esperienza fatta con la UNI/PdR 90. E contribuendo così alla definizione di un primo approccio condiviso a livello europeo alla progettazione, produzione e la valutazione della performance delle maschere di comunità.

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