nuovo decreto coronavirus

Nuovo decreto coronavirus: arrivato il DPCM al fotofinish

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto coronavirus. Con il DPCM 17 maggio 2020 sono infatti state indicate le misure per il contenimento dell’emergenza da Covid-19, in vigore da lunedì 18 maggio.

Le indicazioni del nuovo decreto coronavirus per parchi e giardini

Dal 18 maggio l’accesso del pubblico ai parchi. Nonché alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento. Nonché della distanza di sicurezza di almeno un metro.

È consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto.

Spiagge

Il nuovo decreto coronavirus stabilisce che le attività degli stabilimenti balneari sono concesse.

Ciò a condizione che le regioni e le province autonome abbiano in via preventiva accertato la loro compatibilità con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori.

Nonché che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.

Per queste attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale. Garantendo comunque la distanza di sicurezza di un metro. Secondo le prescrizioni adottate dalle regioni.

Attività pubbliche

Lo svolgimento delle attività pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento.

Luoghi di culto

Il nuovo decreto coronavirus indica che dallo scorso lunedì 18 maggio l’accesso in chiesa è consentito solo nel rispetto della distanza di almeno un metro.

L’accesso ai luoghi di culto avviene con misure gestionali tali da evitare assembramenti di persone. Tenendo conto delle dimensioni e delle specifiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Le chiese vengono igienizzate regolarmente al termine di ogni celebrazione.

Durante la messa, si dovrà evitare lo scambio del segno della pace. La distribuzione della Comunione dovrà avvenire dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso.

Mascherine, dispositivi di protezione, distanza di almeno un metro fra i fedeli. Nonché massimo 200 persone per le Comunità ebraiche, islamiche, le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane, Ortodosse, Induista e Buddista.

Gli spostamenti

Dal 18 maggio, spostamenti liberi all’interno della propria regione di residenza. Ciò senza bisogno di dover compilare o portare con sé nessun modulo, con mezzi di trasporto propri e pubblici.

Nessun limite agli spostamenti nelle seconde case, se situate nella regione di residenza. Quindi si potrà andare ovunque stando nella regione di residenza, dai parenti così come dagli amici.

Vietati invece gli spostamenti fuori regione salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Sempre consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza, anche al di fuori della regione in cui ci si trova.

Lavoro in smart working e nuovo decreto coronavirus, una pratica confermata

Riguardo al lavoro, si raccomanda che sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile. Ciò per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.

Siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva.

Si assumano protocolli di sicurezza anti-contagio. Laddove non fosse possibile rispettare la distanza di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione personale.

Siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.

Cosa fare se si ha la febbre in base al nuovo decreto coronavirus

Chi ha una infezione respiratoria con febbre maggiore di 37,5 gradi deve rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante.

Palestre, piscine e circoli sportivi

L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre e piscine. Nonché centri e circoli sportivi, pubblici e privati. Ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico. Sono consentite a decorrere dal 25 maggio 2020.

Le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata. Ciò a condizione che abbiano in via preventiva accertato la compatibilità delle attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori.

Il nuovo decreto coronavirus e le attività ludiche per bambini

Dal 15 giugno è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche. Nonché ricreative ed educative. Anche non formali, al chiuso o all’aria aperta.

Si tratta cioè dei cosiddetti centri estivi o simili. Ciò con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza.

Le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata.

Centri benessere e impianti sciistici

Restano sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali. Chiusi anche gli impianti sciistici.

Scuole

Restano sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado. Nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore.

Comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani. Nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati. Ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

Sono esclusi dalla sospensione i corsi di formazione specifica in Medicina generale. I corsi per i medici in formazione specialistica. Nonché le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza.

Conclusioni

Dalla data del 23 febbraio 2020 ad oggi il cammino è stato lungo. Si è passati attraverso i decreti del presidente del consiglio dei ministri di marzo fino a arrivare a quello del 26 aprile. Nonché alle norme di maggio. E’ intervenuto diverse volte anche il ministro della salute e si sono avute tante ordinanze regionali.

La emergenza epidemiologica, ancora in corso, ha imposto tanti sacrifici e tante attività hanno avuto l’obbligo di restare chiuse su tutto il territorio nazionale. Adesso, complice anche il decreto legge del 16 maggio ed il nuovo decreto coronavirus del 17. Siamo consapevoli che è iniziata la “fase della convivenza” e che quindi, ancora non è finita.

Certo, speriamo possa andare meglio! Questo però dipende soprattutto da noi e dal nostro senso di responsabilità. Siamo convinti, come sempre, che se ognuno farà la propria parte ne usciremo presto e bene.

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