ordinanza regione lombardia

Ordinanza regione lombardia: sicurezza coronavirus

Arrivata l’ultima ordinanza di regione Lombardia. Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha disposto con Ordinanza regionale del 21 marzo, successivamente integrata dalle ordinanze del 22 e 23 marzo, alcune ulteriori limitazioni ancora più stringenti per contrastare la diffusione del coronavirus.

Nuova ordinanza Regione Lombardia per contrastare il Covid-19

Le disposizioni previste sono in vigore dal 22 marzo fino al 15 aprile, salvo variazioni dovute all’evoluzione dell’emergenza sanitaria.Sono state condivise con i sindaci dei capoluoghi della Lombardia, ANCI Lombardia, UPL e con il Tavolo del Patto per lo Sviluppo.

Di seguito le principali misure previste dalla ordinanza di Regione Lombardia, a cui si integrano le disposizioni nazionali in vigore:

  • Il divieto di assembramenti di più di 2 persone nei luoghi pubblici. Deve comunque essere garantita la distanza di almeno un metro. In caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa di euro 5.000,00;
  • Sono sospese le attività commerciali al dettaglio. Tranne le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità.
    Tali attività sono individuate nell’allegato 1 dell’Ordinanza del 21 marzo ed elencate di seguito. Questo sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato. Sia nell’ambito della media o grande distribuzione e nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole attività di prima necessità. In ogni caso deve essere garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Ulteriori misure previste dalla ordinanza di Regione Lombardia

La ordinanza di Regione Lombardia prevede inoltre:

  • la sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti, per tutti i prodotti (alimentari e non);
  • la sospensione delle attività dei servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) non elencate all’allegato 2 dell’ordinanza del 21 marzo;
  • la sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere di prodotti o servizi essenziali;
  • la chiusura delle attività degli studi professionali, salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza;
  • la chiusura di tutte le strutture ricettive (Hotel, alberghi, b&b, etc.):gli ospiti già presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all’entrata in vigore dell’ordinanza del 22 marzo. La chiusura si applica anche ai residence, agli alloggi agrituristici e alle locazioni brevi per finalità turistiche. Le strutture possono restare aperte per esigenze collegate alla gestione dell’emergenza (pernottamento di medici, isolamento di pazienti, ecc.), compreso il regolare esercizio dei servizi essenziali. È consentito nelle strutture ricettive il soggiorno delle seguenti categorie:
  • personale in servizio presso le stesse strutture;
  • ospiti che vi soggiornano per motivi di lavoro in uno dei servizi per cui non è disposta la chiusura o la sospensione dell’attività;
  • personale viaggiante di mezzi di trasporto;
  • ospiti costretti a prolungare il soggiorno per cause di forza maggiore che non consentano il trasferimento nei termini suindicati;
  • persone aventi residenza anagrafica nelle stesse strutture;
  • soggetti che assistono persone malate o ricoverate in strutture sanitarie;
  • soggetti che hanno stipulato, antecedentemente al 22/3/2020, un contratto con la struttura ricettiva per il soggiorno nella struttura stessa.

Altre previsioni

Possono restare aperte, in virtù della ordinanza Regione Lombardia, anche le strutture e gli alloggi per studenti universitari e le strutture per il soggiorno a fini assistenziali e solidaristici.

  • il fermo delle attività nei cantieri edili. Possono continuare i lavori: i cantieri legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre a quelli stradali, autostradali e ferroviari;
  • la chiusura dei distributori automatici «h24» che distribuiscono bevande e alimenti confezionati;
  • il divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente, se non nei pressi delle proprie abitazioni;
  • l’obbligo – se si esce con il cane – di rimanere entro i 200 metri da casa;
  • la chiusura di parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici.

Ai supermercati, alle farmacie. Nonché nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere. Oltreché agli Enti e Amministrazioni pubbliche, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea.

Il Decreto del Consiglio dei Ministri del 22 marzo prevede, inoltre, il divieto di trasferimento o spostamento ad altro Comune, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Rimane consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Divieto valido fino al 3 aprile.

Si ricorda che è possibile contattare il numero 1500 per richieste di informazioni e il numero verde 800 894 545 solo se si ritiene di avere dei sintomi della malattia.

Chiarimenti sulla ordinanza di Regione Lombardia

RISTORAZIONE

A quali condizioni è possibile effettuare la consegna a domicilio di cibi e bevande?

Tutti gli esercizi autorizzati alla commercializzazione e somministrazione di cibi e bevande, compresi i prodotti agricoli, possono consegnare a domicilio tali prodotti. Devono essere rispettati i requisiti igienico sanitari, sia per il confezionamento che per il trasporto. Chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente o una cd. piattaforma – deve evitare che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro.

SICUREZZA

Gli operatori della sicurezza possono operare anche all’interno delle strutture commerciali e ricettive chiuse?

Per le strutture che necessitano di presidi di sicurezza gli addetti possono operare anche all’interno delle stesse.


STRUTTURE RICETTIVE

È possibile proseguire il lavoro di back office nelle strutture ricettive chiuse?

Nelle strutture ricettive chiuse è possibile continuare l’attività di back office solo per gli adempimenti indifferibili qualora non sia possibile lo smart working.

È possibile effettuare servizi di ristorazione e bar all’interno delle strutture ricettive aperte?

Sono possibili servizi di ristorazione all’interno delle strutture aperte. Ciò a condizione che siano svolti esclusivamente per gli ospiti e nei locali adibiti siano rispettate le distanze di almeno un metro tra le persone.