sanificazione negli ambienti di lavoro

Sanificazione negli ambienti di lavoro: quali novità?

La sanificazione negli ambienti di lavoro ricopre un’importanza fondamentale per il contenimento delle occasioni di contagio. Soprattutto ora che è avviata ormai la ripresa delle attività di lavoro. Come bisogna procedere dunque in un ambiente di lavoro per contenere il rischio? Quali prodotti è necessario usare e quali aspetti è essenziale non trascurare per un’efficace sicurezza e igiene dei lavoratori?

I coronavirus già noti possono persistere sulle superfici fino a 9 giorni. Anche se si ritiene che dopo 72 ore la quantità di virus infettivo su qualsiasi superficie contaminata diminuisca in modo significativo. Ciò, in ambienti frequentati da più persone, rappresenta un lasso di tempo che genera potenzialmente numerose circostanze di contagio indiretto.

Insieme agli interventi di prevenzione alla fonte. Come il distanziamento. Nonché il lavaggio delle mani o l’uso di protezioni respiratorie.

E’ importante anche intervenire sui possibili veicoli indiretti del contagio. Questi sono rappresentati da superfici o oggetti contaminati. Ovvero dalla stessa aria di un ambiente indoor che abbia ospitato per un tempo non irrilevante un certo numero di persone potenzialmente infette.

Le indicazioni normative e le circolari

In merito alle operazioni di pulizia e sanificazione negli ambienti di lavoro ci sono state fin dal marzo 2020 indicazioni che si sono susseguite.

Nel caso di presenza di una persona con Covid-19 all’interno dei locali si procede alla pulizia e con un trattamento di sanificazione dei suddetti locali. Si opera secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione.

I vari DPCM che si sono susseguiti definiscono le misure per la pulizia e la sanificazione in azienda. Nello specifico si stabilisce che l’impresa assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.

Inoltre, occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi.

Sono dettagliate anche le misure nel caso in cui all’interno dei locali aziendali sia presente una persona con Covid-19. Nonché quelle adatte alle aziende presenti “nelle aree geografiche a maggiore endemia”.

L’importanza della sanificazione negli ambienti di lavoro: come si esegue correttamente?

Giunti ormai a giugno 2020 le indicazioni fornite al datore di lavoro appaiono sufficienti. Dispositivi di protezione individuale a parte andiamo a vedere i dettagli. Chiariamo molti aspetti legati alle corrette operazioni di pulizia delle postazioni di lavoro. In particolare, andiamo a valutare quali prodotti disinfettanti sono quelli più efficaci e diamo alcuni dettagli sul termine “sanificazione”.

Quali sono i disinfettanti efficaci?

La Circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22.02.2020, al punto Pulizia e sanificazione negli ambienti di lavoro non sanitari.

Definisce che la pulizia eseguita con acqua e detergenti ordinari debba essere seguita dalla decontaminazione con ipoclorito di sodio allo 0,1% di cloro attivo. Per superfici dure e pavimenti. Oppure etanolo al 70% per superfici più delicate.

Lo stesso parere è stato espresso dallo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Per una buona efficacia, il tempo di contatto suggerito dovrebbe essere di 10 minuti.

In generale, i disinfettanti a base alcolica (etanolo, propan-2-olo, pro-pan1-olo) in concentrazioni del 70-80% hanno dimostrato di ridurre significativamente l’infettività di virus avvolti come il SARS-CoV-2, con un tempo di contatto di un minuto.

Sul mercato sono disponibili altre formulazioni disinfettanti dichiarate con attività virucida. Va ricordato che non vi sono attualmente validazioni di altri disinfettanti in merito alla reale efficacia nei confronti di virus come il SARS-CoV-2.

Sebbene in base alle informazioni disponibili ciò possa essere realistico. In parole povere questo significa che non si conoscono con esattezza i tempi di contatto necessari all’efficacia virucida verso questo specifico virus.

Attività di sanificazione negli ambienti di lavoro, chi può svolgerla

Come da Direttive e Protocolli emanati per l’emergenza COVID-19 che riportano frequentemente il termine “sanificazione”. L’attività di sanificazione è regolamentata dal D.L. 31 gennaio 2007 n. 7 e Decreto 7 luglio 1997 n. 274.

In relazione alla sanificazione negli ambienti di lavoro le fonti inerenti il Covid-19 che precisano cosa si intende con il termine “Sanificazione” sono le seguenti:

ISS

L’ISS con il Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020. Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19. La versione del 15 maggio 2020, riporta quando segue.

Quando si parla di sanificazione, anche in riferimento a normative vigenti. Si intende il complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione e mantenimento della buona qualità dell’aria.

Norma tecnica UNI 10585:1996

La norma tecnica in questione è relativa ai servizi di pulizia. Nonché disinfestazione, sanificazione e attività correlate. Prende in particolare in considerazione la terminologia. Nonché i requisiti del servizio e le indicazioni per l’impresa.

Riporta la seguenti definizione. Per pulizie quotidiane/sanificazione si intende: il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere salubre un determinato ambiente. Mediante le attività di pulizia, di detergenza e/o la successiva disinfezione.

Pulizia/sanificazione e disinfezione possono essere svolte separatamente. Oppure essere condotte con un unico processo utilizzando prodotti che hanno duplice azione.

E’ importante rimuovere lo sporco o i residui di sporco che possono contribuire a rendere inefficace l’intero processo.

Regione Emilia Romagna

La Regione Emilia Romagna, in merito alla sanificazione coronavirus negli ambienti di lavoro, nel Protocollo Sicurezza anti contagio Commercio al dettaglio, chiarisce cosa si intende per sanificazione.

Dice che il termine ha creato molta confusione nella sua definizione prevista dal D.M. 274/97. Esso deve essere inteso come escluso, per certi aspetti, dai Decreti, atti normativi e Protocolli e compreso solo come accezione di “Pulizia/disinfezione”.

Dunque, come orientarsi?

Analizzando i contenuti del protocollo anti contagio del 24/04/2020 ad oggi ancora in vigore. In quanto richiamato dal D.P.C.M. 11/06/2020, divenendo per decreto quindi obbligatorio e cogente almeno fino ai prossimi provvedimenti governativi. In diversi punti sono riportate sia disposizioni per le “pulizie” che per le “sanificazioni”.

In conclusione l’attività in questione può essere svolta solo da Imprese autorizzate con specifici requisti tecnico professionali. Inoltre, secondo le fonti inerenti il Covid-19 viste in precedenza.

Con il termine “sanificazione”, si intende il complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione. Nonché il mantenimento della buona qualità dell’aria. Ciò presupporrebbe l’esclusione del termine ai sensi del Decreto 7 luglio 1997 n. 274.

Questo, comunque, non esclude di effettuare l’attività di Sanificazione in accordo con il Decreto 7 luglio 1997 n. 274 che prevede, in sintesi, l’incarico a Impresa autorizzata CCIAA.

Inoltre in tale protocollo, non viene specificato in dettaglio cosa si debba intendere operativamente per pulizie. Ovvero operazioni di sanificazione o sanificazione periodica.

Analogamente non vengono indicate periodicità perentorie al di là di quanto genericamente riportato (giornaliere e/o periodiche). Si lascia così libera la scelta al Datore di Lavoro di sviluppare ed attuare tali attività in relazione alla propria realtà lavorativa.

Viene invece indicata una differenziazione tra quello che si può semplicisticamente considerare “pulizia e sanificazione ordinaria”. Da applicare in tutte le casistiche del protocollo.

Rispetto alla condizione di un caso Covid-19 in azienda o alle aree geografiche a maggiore endemia. Ove invece viene richiesto, come “pulizia e sanificazione straordinaria”. Un intervento da svolgersi secondo le indicazioni della Circolare n.5443 del 22 febbraio 2020.

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