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Smaltimento DPI: l’Abruzzo chiede più controlli e sanzioni

Il tema smaltimento DPI, in particolare dei DP monouso, al tempo del Covid-19 resta dibattuto e sempre aperto. Sicurezza e protezione della persona. Soprattutto in ambienti di lavoro. Sono argomenti che meritano particolare attenzione e necessitano di rigide procedure nel contesto emergenziale in atto.

Uno studio del Politecnico di Torino condotto sullo smaltimento dei DPI usati stima che nella Fase 2. Nonché nei mesi a venire serviranno almeno un miliardo di mascherine al mese.

Di conseguenza la produzione complessiva di rifiuti prodotti derivanti dall’utilizzo di mascherine e guanti. Fino alla fine del 2020. Sarà ricompresa tra le 160.000 e le 440.000 tonnellate.

Le Regioni diventano più attente al problema e chiedono ai Comuni un giro di vite. Come l’Abruzzo con la O.P.G.R. n. 66. L’Ordinanza della Regione Abruzzo sullo smaltimento dei DPI per la protezione dal virus parte da una premessa molto interessante e preoccupante.

La premessa di partenza

Se solo l’1% delle mascherine utilizzate in un mese. Su una stima di un totale di un miliardo a livello nazionale. Venisse smaltito non correttamente.

La maggior parte delle mascherine chirurgiche monouso sono realizzate in materiali sintetici non biodegradabili che oltre ad inquinare l’ambiente rappresentano un potenziale rischio sanitario e biologico.

Si stima che in termini di smaltimento di DPI si avrebbero 10 milioni di mascherine al mese disperse in natura. Circa 40.000 kg/mese di plastica e altri materiali sintetici.Considerato pertanto, continua la premessa, che la lotta alla pandemia da CODIV-19 richiede l’impiego considerevole di Dispositivi di Protezione Individuale (cd. “DPI”).

I quali sono utilizzati per proteggersi dal virus. Come ad esempio mascherine, guanti in lattice, etc. E’ quindi necessario prestare molta attenzione affinché vengano correttamente utilizzati e smaltiti.

Il tutto per evitare che questi rifiuti vengano dispersi nell’ambiente, causando un danno ambientale e un potenziale rischio per la salute umana.

Le indicazioni dell’ordinanza sullo smaltimento dei DPI

Valutata quindi la necessità, prosegue il testo, di rendere più incisive le sanzioni da irrogare in violazione di disposizioni degli Enti Locali. Ciò al fine di scoraggiare l’inidoneo ed indiscriminato abbandono e smaltimento dei DPI. Si invitano i Comuni ad adottare misure di controllo e sorveglianza in loco da parte degli Agenti della Polizia Locale. Sollecitando gli stessi ad emanare l’applicazione inasprita di sanzioni pecuniarie in base alle violazioni commesse.

Dato inoltre atto che si rende opportuno prevedere disposizioni per il corretto smaltimento dei DPI provenienti da attività economico – produttive. Come segnalato anche da numerosi operatori economici pubblici e privati, che hanno manifestato la necessità di chiarire le modalità di smaltimento dei DPI.

L’ordinanza a riguardo stabilisce in particolare che i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) utilizzati all’interno di attività economiche o produttive per la tutela dall’ emergenza COVID-19. Quali mascherine, guanti in lattice,.. etc. Sono assimilati ai rifiuti urbani (codice CER 200301), con possibilità di conferimento al Gestore del servizio pubblico nella frazione di rifiuti indifferenziati.

Tutto questo chiaramente previa raccolta degli stessi all’interno di almeno 2 sacchetti, uno dentro l’altro. Ben sigillati nel rispetto delle indicazioni fornite dall’ Istituto Superiore della Sanità con nota del 12/03/2020 (prot. n. AOO-ISS 0008293).

Nonché a seguito di valutazioni regionali eseguite “caso per caso”. In relazione alle caratteristiche della realtà economico – produttiva e indicazioni, in materia di sicurezza e tutela della salute, delle Autorità sanitarie territorialmente competenti.

Maggior rigore nella gestione

In linea con l’annunciato maggior rigore. L’ordinanza stabilisce inoltre che:

  • i Comuni provvedano ad informare la popolazione sul corretto smaltimento dei DPI utilizzati dai cittadini. Ciò al fine di scoraggiare l’inidoneo ed indiscriminato abbandono e smaltimento dei DPI;
  • i Comuni rendano più incisive le sanzioni da irrogare in violazione di disposizioni locali. Andando ad adottare misure di controllo e sorveglianza in loco da parte degli Agenti della Polizia Locale. Nonché emanando l’applicazione inasprita di sanzioni pecuniarie in base alle violazioni commesse.

Le disposizioni dell’Ordinanza si applicano fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria COVID-19 e comunque in relazione a quanto disposto in merito da provvedimenti nazionali. Abruzzo – O.P.G.R. 27 maggio 2020, n. 66. Disposizioni tecnico-gestionali per il corretto smaltimento dei DPI provenienti dalle attività economico – produttive

Criteri e modalità di smaltimento dei DPI. La situazione attuale

In strutture che svolgono attività diverse dalle attività sanitarie e sociosanitarie ove non si siano riscontrati casi di persone
affette dalla malattia, si consiglia di gestire i DPI come rifiuti assimilati agli urbani che possono essere conferiti al
gestore del servizio pubblico di raccolta nella frazione di rifiuti urbani indifferenziati aventi codice CER 20.03.01.

E’ comunque possibile attribuire a tali rifiuti anche il codice CER 15.02.03, conferendoli presso impianti autorizzati di
stoccaggio e trattamento dei rifiuti. Purché gli stessi siano inviati direttamente ad impianti di incenerimento o ad
impianti che garantiscono il rispetto dei requisiti al punto 13 della ordinanza n. 520 del 1° aprile 2020.

I DPI dovranno essere riposti almeno in un doppio sacco, uno all’interno dell’altro, ponendo particolare attenzione alla chiusura e
all’etichettatura degli stessi.

Altre indicazioni

In caso invece di luoghi di lavoro ove si siano riscontrati casi confermati di COVID-19. Ovvero siano presenti soggetti positivi al tampone o in cui vi siano persone sottoposte a isolamento, quarantena obbligatoria o ricovero.

Anche con possibile contagio indiretto, dopo aver eseguito l’attività di sanificazione degli ambienti lavorativi come da indicazioni ministeriali. Lo smaltimento dei DPI dovrà essere gestito come “rifiuti speciali, prodotti al di fuori delle strutture sanitarie”. Questi come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo (D.P.R. 254/2003).

A questa tipologia di rifiuti deve essere attribuito il codice CER 18.01.03*. Cioè rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni (HP9) e devono essere avviati a smaltimento come materie e rifiuti infettanti – UN 3291 (ADR).

In quest’ultima ipotesi, trattandosi di rifiuti potenzialmente infetti, disciplinati dal D.P.R. 254/2003, è necessario adottare i seguenti adempimenti:

  • Il deposito temporaneo deve avvenire in modo da non causare rischi per la salute e può avere la durata massima di 5 giorni dalla chiusura del contenitore. Elevabile a 30 giorni per quantitativi inferiori a 200 litri;
  • Deve inoltre essere utilizzato un apposito imballaggio a perdere recante la scritta “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo” e il simbolo del rischio biologico;
  • Deve essere previsto un secondo imballaggio rigido esterno;
  • Le registrazioni di carico e scarico devono avvenire entro 5 giorni, indipendentemente dalle quantità.