tempo di riverberazione

Tempo di riverberazione: elemento di progettazione acustica

Il tempo di riverberazione è una delle caratteristiche peculiari che definiscono le condizioni acustiche di un ambiente chiuso. Per la corretta progettazione, infatti, non si può prescindere da una sua stima più o meno accurata. Vediamo nel seguito di cosa si tratta.

Cos’è il tempo di riverberazione…

Il T60 è il parametro usato per quantificare la capacità di riverberazione di una stanza. Esso definisce il tempo necessario perché il livello di pressione sonora in questa stanza. Dal momento in cui la sorgente sonora attiva in essa viene spenta, diminuisca di 60 Db.

Per rendere il tutto più comprensibile, si pensi al fenomeno della “coda sonora”. Ovvero, quando una sorgente all’ interno di un ambiente viene interrotta, il livello di pressione continua a persistere per alcuni secondi. Questo accade perché le onde acustiche, non ancora dissipate, che vengono riflesse dalle superfici dell’ambiente continuano ad esserlo anche quando la sorgente viene spenta.

Più è lunga la coda sonora, cioè più permane il suono nell’ambiente chiuso, più lungo sarà il tempo di riverberazione. Questo può accadere dove le pareti risultano molto riflettenti o comunque non risultano trattate con materiali fonoassorbenti.

Al contrario, quando si vuole ottenere un ambiente con una acustica nitida e pulita, è importante che il tempo di riverberazione sia il più breve possibile. Per evitare echi o altri fenomeni di disturbo che andrebbero a pregiudicare una buona ricezione del parlato.

Pertanto è importante che il tempo di riverbero sia adeguato rispetto alla destinazione d’uso cui è destinato l’ambiente in questione.

La “scoperta” del tempo di riverberazione

Il primo ad analizzare e a studiare il fenomeno del decadimento del livello sonoro fu il fisico Wallace Clement Sabine.

Egli iniziò a occuparsene quando si accorse che l’eco che si creava nella Aula di lettura del Fogg Art Museum di Harvard. Università dove insegnava, comprometteva completamente la chiarezza del parlato.

Dopo una serie di prove e test, durante i quali valutò il tempo di decadimento del suono su varie frequenze, in presenza di diversi materiali. Sabine formulò la seguente relazione con la quale può essere calcolato il tempo di riverberazione:

T60 = 0,16 * (V/A) [sec]

dove V è il volume dell’ ambiente analizzato [mc] e A è detta area equivalente di assorbimento acustico, misurata in metri quadrati. Quest’ultima viene calcolata come sommatoria dei prodotti delle iesime superfici che compongono l’ambiente per i propri coefficienti di assorbimento.

Pertanto, già nei primissimi anni del ‘900 si era intuito come il valore del tempo di riverberazione fosse strettamente connesso alla “particolarità” dell’ambiente sotto esame. La formula di Sabine però risulta valida soltanto a determinate condizioni. Come quelle di ambiente perfettamente diffuso, con caratteristiche regolari ed uniformi e con coefficienti di assorbimento bassi.

Ultime considerazioni

Una buona ricezione è legata alla presenza di un sufficiente livello sonoro in ambiente e alla percezione ottimale delle onde sonore dirette e riflesse dalle superfici dell’ambiente.

In particolare, nel caso di ascolto della parola, è importante che si instauri una situazione di compromesso. Il contributo delle onde sonore riflesse deve risultare da rinforzo al livello sonoro diretto, senza creare eco o mascheramenti.

Il valore ottimale del tempo di riverberazione rappresenta un buon compromesso tra l’ottenimento di un livello sonoro soddisfacente per una audizione senza sforzo. E la riduzione del disturbo che sarebbe provocato da un eccessivo riverbero.

In letteratura si possono ritrovare dei diagrammi attraverso i quali poter ottenere il tempo di riverberazione ottimale. Ovviamente in funzione del volume dell’ ambiente considerato, della sua destinazione d’uso e della frequenza del suono investigato.

Tra le norme tecniche, la UNI EN ISO 3382 specifica i metodi per la misurazione del tempo di riverberazione negli ambienti. In particolare, essa descrive il procedimento di misurazione, le apparecchiature necessarie, la copertura richiesta ed il metodo di valutazione dei dati e di presentazione del resoconto di prova.

C’è poi la UNI EN 12354-6 che descrive un modello di calcolo. Per valutare l’area totale di assorbimento equivalente o il tempo di riverberazione di ambiente chiuso di un edificio. Il calcolo è basato principalmente sui valori misurati che caratterizzano l’assorbimento acustico dei materiali e degli oggetti.

Riepilogo

Pertanto, in conclusione diciamo che, grazie ai numerosi studi effettuati in merito al tempo di riverberazione ottimale, questo deve essere:

  • breve (di circa 1 secondo) per lezioni e conferenze. Perché in questi ambiti la nitidezza e chiarezza del parlato è un requisito fondamentale per la comprensione del messaggio;
  • medio (da 1 a 1.6 secondi) per opera e musica da camera, per le quali è fondamentale avere un certo riverbero che rafforzi l’emotività della scena;
  • lungo (da 1.8 a 2.2 secondi) per musica sinfonica, da cui si aspetta un suono “avvolgente” grazie alle riflessioni multiple;
  • molto lungo (3 secondi) per concerti d’organo e canti liturgici per i quali il riverbero rappresenta un elemento di solennità.

Quindi, il valori di T60 varieranno sempre in base alla destinazione d’ uso dell’ambiente considerato.