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Tubazioni in cemento amianto. Rimozione e sicurezza

Riguardo le tubazioni in cemento amianto, malgrado l’Italia sia stata tra le prime nazioni europee a mettere al bando l’amianto. Con l’emanazione della Legge n. 257 del 27 marzo 1992. Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto.

Nonché ad emanare norme tecniche per la tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita. Sono ancora molte le tubazioni in cemento amianto presenti sul territorio nazionale.

Infatti tali tipologie di manufatti hanno avuto un’ampia diffusione per i seguenti motivi:

  • economicità del materiale;
  • resistenza all’aggressività delle acque trasportate e dei terreni di posa;
  • insensibilità alle correnti vaganti;
  • elevata resistenza alla trazione;
  • bassa rugosità (perdite di carico);
  • tubazioni con alterazioni limitate nel tempo;
  • leggerezza rispetto ai tubi in cemento armato e cemento armato precompresso, quindi bassi costi di trasporto e posa in opera;
  • coefficiente di conducibilità termica basso, circa centotrenta volte minore di quello del ferro, esaltato da alti spessori;
  • materiale waterproof;
  • insensibilità alle radici: prove di posa in terreno ricco di radici arboree hanno dimostrato che le tubazioni non vengono penetrate nonostante fossero state avvolte dalle radici stesse.

Come procedere

E fino al recente passato, anziché materiali plastici o tubi in ghisa. Tali tubazioni venivano impiegate oltre che per la costruzione di impianti industriali, anche per lo sviluppo di reti di servizio (acqua, fognature, gas, etc.).

A ricordare in questi termini la diffusione delle tubazioni idriche in cemento amianto. Nonché a prospettare idonee istruzioni per la loro rimozione.

E’ un documento prodotto dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, dell’ Inail. Ciò sulla base di numerose esperienze on site. Nonché attraverso il confronto con Ministeri e Regioni. Nonché Autorità di vigilanza regionali e locali, ISS, Università, Associazioni di categoria, aziende del settore, …

Il documento sulla rimozione in sicurezza delle tubazioni

Il documento, dal titolo “Rimozione in sicurezza delle tubazioni idriche interrate in cemento amianto. Istruzioni operative Inail per la tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita”. Si aggiunge ai tanti documenti prodotti dall’Inail sulla complessa tematica del rischio amianto.

Il suo fine principale. Come indicato nella premessa del documento. E’ quello di integrare ed armonizzare le procedure di intervento e sicurezza finora adottate in scala nazionale.

Si indica un criterio di programmazione ed omogeneità di intervento per agevolare l’operato dei lavoratori addetti al settore. Nonché degli Organi di Controllo competenti per territorio.

Questo al fine di costruire un processo mirato, in cui le attività di ricerca sul campo conducano ad una efficace trasferibilità dei risultati. Fornendo contenuti utili agli ambiti lavorativi ed alla prevenzione dei rischi. Promuovendo inoltre la circolarità delle conoscenze tecnico – scientifiche nelle comunità nazionali ed europee.

Quando le tubazioni in cemento amianto costituiscono un rischio

Nella introduzione si ricorda che le tubazioni in cemento amianto non costituiscono di per sé una sorgente primaria di pericolo per la salute pubblica qualora interrate, integre ed ancora in posto.

Ciò in quanto il principale rischio sanitario correlato all’amianto è di tipo inalatorio.

A questo proposito si ricorda che le fibre di amianto hanno dimensioni micrometriche e sono considerate pericolose qualora raggiungano le dimensioni definite “standard”. Nel conteggio delle particelle aero disperse. Con lunghezza >5 micron, diametro <3 micron e rapporto lunghezza/diametro >3:1.

Tuttavia si segnala che sono in corso studi sulla criticità anche di fibre respirabili con dimensioni inferiori alle standard, soprattutto in casi di inalazione ad elevate concentrazioni.

Riguardo poi al rischio indotto dall’ingestione di tali fibre. La comunità scientifica mondiale. Ritiene che rischi notevoli possano occorrere solo in casi di concentrazioni estremamente elevate. Comunque superiori a centinaia di migliaia, se non milioni, di fibre litro.

In ogni caso le tubazioni in cemento amianto possono generare situazioni di rischio se oggetto di interventi di rimozione. Ovvero manutenzione che portano alla esposizione parziale. O totale all’aria ambiente del manufatto con possibile dispersione di fibre in ambiente.

E questo, soprattutto nel caso in cui la superficie esterna del manufatto sia deteriorata. Anche parzialmente. Con dissoluzione della matrice cementizia ed esposizione di fibre. Oppure durante interventi di taglio e/o lavorazione delle tubazioni in modo non corretto.

La sicurezza e i piani di lavoro

Dunque si possono creare condizioni di rischio per i lavoratori addetti a tali operazioni e per gli ambienti di vita limitrofi alle aree d’intervento. Qualora non vengano adottate specifiche misure di prevenzione e sicurezza.

L’operatore non può trovarsi a lavorare in presenza di tubazioni in cemento amianto senza essere stato debitamente formato sulle procedure da adottare. Nonché senza l’adozione di idonei dispositivi di protezione (DPI) ai sensi del decreto legislativo 81/2008 e s.m.i.

Tenuto conto dell’estrema variabilità delle situazioni che si possono riscontrare in campo. Nel documento si indicano modalità operative di riferimento.

Da adottare per gli interventi su tratte di reti interrate per le quali è nota la presenza di tubazioni in Mca (Materiali contenenti amianto). Oppure per i casi in cui non si posseggano a priori informazioni relative alla presenza di amianto, ma che tale presenza sia constatata nel corso dei lavori.

Conclusioni

Peraltro, ricorda il documento. Nel settore della distribuzione idrica gli interventi sulle condotte interrate. Tranne quelli oggetto di programmazione e per i quali è prevista la redazione di una specifica progettazione preliminare.

Sono in larga parte eseguiti in condizioni di urgenza. Ovvero, a seguito della segnalazione di una perdita. Più o meno massiva. Sulla rete e si rende quindi necessario un intervento immediato per ripristinare il servizio all’utenza.

Si segnala poi che, una volta effettuato lo scavo e verificata la tipologia di materiale. L’intervento di prima cura sulle tubazioni sospette di essere in Mca consiste nella posa di una guarnizione con fascia di contenimento in acciaio inox attorno alla superficie esterna della tubazione. Ciò così da ripristinarne la tenuta ed interrompere la perdita.

Questo primo intervento di manutenzione, che non prevede nessuna operazione di taglio, può essere seguito a distanza di tempo dalla sostituzione del tratto di tubazione danneggiato. E una volta accertata la presenza di amianto. Si dovrà procedere ad interventi di rimozione delle tubazioni in ottemperanza ai principi generali di prevenzione e precauzione dettati dalla normativa vigente.