vaccinarsi

Vaccinarsi o non vaccinarsi, questo è il dilemma!

Proseguiamo con l’analisi legata alla obbligatorietà o meno di vaccinarsi. In particolare andiamo ad analizzare gli ulteriori elementi che entrano in gioco in questo delicato processo decisionale.

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La visione del mondo individualista

Alcuni credono che l’essere umano sia fondamentalmente motivato da interessi personali ed egoismo, anche in quelli che sembrano essere atti di altruismo.

Daniel Batson psicologo americano negli anni ’90 ha studiato a fondo il concetto dell’altruismo. Nella sua teoria afferma che le persone possono essere maggiormente individualiste. Ritenere cioè prioritaria la propria indipendenza e la soddisfazione dei propri bisogni. Oppure essere altruiste.

Ma l’altruismo consiste in una serie di atti in cui l’interesse personale è spesso presente. Ciò che varia è il suo peso. Si va da un altruismo interessato o obbligato, fino alla sua forma più pura. La quale è il comportamento alla ricerca del benessere solo per l’altro.

Varie ricerche affermano che è possibile sollecitare o frenare l’altruismo. Tra i fattori in grado di aumentare la propensione all’aiuto dell’altro ci sono le ripercussioni sul proprio benessere personale. La consapevolezza dell’interdipendenza positiva tra gli individui agevola l’altruismo. Nonché la percezione di costi elevati o perdita di benessere personale invece li frena.

Bias di omissione

Di fronte ad una scelta percepita come rischiosa. Quando siamo di fronte a due alternative, tra azione concreta (vaccinarsi) e omissione (non fare nulla). E’ stata osservata la tendenza a scegliere l’omissione anche quando questa espone a rischi maggiori (prendere il covid 19 ed infettare i propri cari).

Fobie

Come ultimo ostacolo alla vaccinazione va senz’altro citata la fobia per il sangue e gli aghi. Secondo un articolo recente ne soffre circa il 10% della popolazione mondiale. In molti casi le persone che ne soffrono riescono a gestire questa paura riuscendo quindi a fare vaccini, prelievi, epidurali etc.

I 6 elementi sul vaccino che agevolano le decisioni sulla salute

Gli elementi che ci aiutano a prendere le decisioni sulla nostra salute, non solo riferiti ai vaccini, sono molteplici e si potenziano vicendevolmente tra di loro. Vale a dire che quanto più elementi sono presenti più facilmente farò la mia scelta.

I fattori a supporto della decisione sono:

  1. Obbligatorietà, pensiamo a quanto rapidamente ci siamo abituati alle cinture di sicurezza in auto, al casco per scooter e moto.
  2. Tempo per la decisione, ogni perturbazione delle nostre abitudini richiede tempo per essere metabolizzata. Ad alcuni bastano pochi giorni, ad altri servono anni!
  3. Influenza del gruppo dei pari, tendiamo in genere a sottostimare la nostra suscettibilità alla pressione sociale. In realtà è sempre piuttosto elevata. Le norme sociali sono ciò che è comunemente fatto o disapprovato. Far parte di una comunità implica l’applicazione di tali norme sociali.
  4. Comodità, se ciò che mi viene richiesto è facile, chiaro e non implica un particolare impegno da parte mia, riuscirò più facilmente a prendere la decisione. Ad esempio se volessimo incrementare enormemente la donazione di organi, basterebbe invertire l’attuale procedura. Rendere la donazione di default, mentre chi non vuole donare deve esplicitare il suo dissenso. In tal modo si potrebbero raddoppiare se non triplicare le persone donatrici di organi.
  5. Beneficio o ricompensa immediata. Ad esempio smettere di fumare o perdere peso, danno effetti positivi immediatamente percepibili, il che aiuta ad attivare e mantenere i comportamenti orientati alla salute.
  6. Fiducia nel sistema sanitario e nel governo

Come intervenire sulla vaccinazione?

Dopo questa panoramica abbiamo potuto constatare che, nonostante esistano molti buoni fattori per prendere decisioni ragionevoli. I quattro elementi che impediscono di decidere in modo obiettivo a volte pesano davvero troppo.

Allora, cosa possiamo fare? è evidente che rispetto ai sei fattori che facilitano la decisione molti di noi possono agire solo sull’influenza del gruppo. La comodità e naturalmente sul messaggio!

Le categorie di azioni che possono essere adottate per facilitare la decisione delle persone possono essere raggruppati in queste tre grandi categorie. Vediamole nel dettaglio in ordine di efficacia crescente, secondo le più recenti ricerche.

Il messaggio sul vaccinarsi

Fornire informazioni, chiare, complete, con la giusta “cornice” avendo cura di considerare le euristiche e i bias cognitivi. Alcuni pensano che usando le “maniere forti” si ottengano più facilmente i risultati desiderati.

Utilizzare messaggi basati sulla paura, invece, non è consigliabile. Spesso infatti tali comunicazioni causano l’effetto opposto di “chiusura a riccio”. I messaggi intimidatori funzionano solo quando si richiede inazione. Oppure l’azione da fare è davvero chiara e facilitata.

Un altro elemento da tenere nella giusta considerazione è l’euristica che Kahneman chiama “framing effect” e l’avversione per le perdite. L’effetto framing si riferisce al cambiamento dell’atteggiamento in funzione di come la proposta viene presentata.

A causa della nostra naturale avversione per le perdite porre un problema. Ovvero un quesito o una scelta in una cornice positiva o negativa tende a tradursi in una preferenza per un atteggiamento specifico. Piuttosto che affidamento su razionale valutazione dei fatti.

E’ bene quindi che i messaggi siano formulati in termini di guadagno per le persone. Vediamo l’esempio che lo stesso Kahneman riporta su due ipotetici programmi di vaccino. Leggi le opzioni e rispondi di getto, tu quale opzione preferisci?

  1. Il programma A salverà 200 persone. Il B ha 33% probabilità di salvare 600 persone e 66% di probabilità di non salvarne nessuna.
  2. Per quanto riguarda il C darà 400 morti. Il programma D ha il 33% di probabilità che nessuno muoia, e il 66% di probabilità che 600 muoiano.

Per teoria prospettica e il framing effect, si può prevedere che le persone preferiscano A nel I programma e D nel II programma. Ma i dati nei 2 programmi in realtà sono esattamente equivalenti.

Il gruppo

Vanno tenuti nella giusta considerazione i fattori sociali. Tutti gli esseri umani infatti sono animali sociali, chi più, chi meno. Tutti hanno bisogno di sentirsi all’interno di un gruppo.

Il nostro essere “social” per natura ci spinge ad interessarci agli altri. Siamo spronati a fare qualcosa perché porta un beneficio alla collettività. Oppure se l’altruismo scarseggia è senz’altro presente un elevato livello di interesse per ciò che fanno gli altri, famosi e non.

Lo psicologo Peter Collett di Oxford. Anche consulente per il programma TV inglese Grande fratello. Ha spiegato l’enorme successo del programma anche come il risultato dell’intenso interesse che il pubblico ha per le vicende della vita di altre persone.

Tenere informati tutti su chi sta facendo il vaccino e quanti stanno aderendo all’iniziativa è solitamente un buon escamotage per superare pigrizia e indifferenza.

E’ possibile sfruttare a vantaggio della scelta anche il bias “effetto gregge”. Questo bias si fonda sulla credenza, non sempre errata, che la folla sappia cosa fare.

Lo utilizziamo spesso all’uscita di cinema, teatri e stadi, quando dobbiamo dirigerci verso le uscite ma non sappiamo dove sono. Istintivamente seguiamo la massa confidando che ci guiderà nella giusta direzione.

La comodità

Intervenire direttamente sul comportamento dei singoli emerge come il più potente degli interventi. Secondo numerosi studi, relativi alla salute ma anche alle scelte in ambito ambientale.

Facilitare l’accesso ai vaccini, non solo in termini economici ma anche logistici ed organizzativi. Permettere la vaccinazione nelle farmacie presenti su tutto il territorio con un’ampia finestra temporale di apertura. Oppure nella propria scuola o nel proprio posto di lavoro.

Significa agevolare la vita delle persone e dare modo ad ognuno di gestire in modo semplice ma in sicurezza la pratica della vaccinazione.

Sintetizzando

Se le comunicazioni sulla vaccinazione anti covid 19 saranno chiare, comprensibili e veicolate nella giusta prospettiva e formulate per superare i bias. Nonché se prenotare il vaccino sarà facile e trasparente. Infine, se sarà possibile rendersi conto che il vaccino lo stanno facendo tutti.

Con queste condizioni si avranno davvero pochi appigli a cui aggrapparsi per screditare l’intera operazione. A questo punto non resterà che alzarsi la manica e procedere alla vaccinazione!