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Valutazione dei rischi e Covid-19, come orientarsi?

Concludiamo oggi l’articolo sulla valutazione del rischio da Covid-19. Vediamo quali altri aspetti sono da considerare alla luce della attuale emergenza e come questi possono avere impatti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Rischi psicosociali derivanti dalla mutata condizione di lavoro in situazione epidemica

Le incertezze circa la salute intesa come possibilità di contagio. Nonché circa la sicurezza economica. Assieme ai cambiamenti repentini e ad altri aspetti della situazione epidemica.

Costituiscono fattori potenziali di tipo psicosociale. Questi possono condurre a stress o burnout. Ovvero ad altri problemi di salute mentale.

Una checklist è stata predisposta per un esame obiettivo dei fattori che possono generare stress, e un questionario rivolto al personale consente di assumere informazioni soggettive.

Le variabili di percezione soggettiva sono in questo caso traguardate assieme alla valutazione di tipo obiettivo, e considerate assieme alle specifiche di vulnerabilità della popolazione.

La valutazione di rischio evidenzia le misure più appropriate. Ciò secondo una gerarchia che include quella ISO 45001. Nonché quella più classica nel campo della salute. La quale che annovera misure di prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

Rischi derivanti da una valutazione carente di gestione dei cambiamenti

I molti cambiamenti nell’ambiente di business possono provocare difficoltà di diverso tipo.

Dalla difficoltà nelle forniture alla riduzione di risorse disponibili. Fino alla minor presenza di persone sul luogo di lavoro.

Possono quindi esservi effetti su aspetti di salute, di sicurezza personale, di sicurezza di processo.

Scale di probabilità e di danno sono state predisposte. Assieme a una metodologia coerente con la UNI CEI EN IEC 31010:2019 per l’attribuzione dei valori su tali scale. Funzionale alla valutazione del rischio.

La scala di probabilità si riferisce alla descrizione dei modi in cui un fattore di incertezza potrebbe provocare uno scenario di danno. Stima della probabilità definita da esperti indipendenti.

Invece la scala di gravità si basa sul giudizio circa i tipi di danno che potrebbero derivare in caso di sviluppo dello scenario negativo.

In questa valutazione si tiene conto della capacità di gestione dei cambiamenti e della resilienza.

Ad aprire e a chiudere il processo: due valutazioni

Il singolo processo di valutazione dei rischi che porta poi alla stesura del dvr è condotto all’interno di una cornice precisa. Si parte con un’analisi del contesto.

Ciò nel rispetto di quanto indicato dalla ISO 45001 e dalla ISO 31000. Si passa poi a elaborare i dati all’interno delle diverse valutazioni dei rischi specifici.

Un appropriato livello di supporto e altre specifiche derivanti dalle buone prassi sono raccomandate nella adozione del protocollo.

Infine, il criterio per l’accettabilità del rischio è considerato essere il livello ALARP. Cioè il più basso livello che, per quanto possibile, si ritiene ragionevole realizzare.

Come indicato dalla ISO 45001. Tale livello viene valutato secondo un criterio basato sulla convergenza di pareri di testimoni qualificati.